La fobia sociale è uno dei disturbi psichiatrici più frequenti. Alcuni autori parlano che dal 3 al 13% della popolazione soffre nel corso della vita di tale disturbo”. (Vincelli & Riva, 2007). Il disturbo di ansia sociale è caratterizzato da una forte tendenza all’evitamento e questo può ritardare di molto l’esposizione in vivo, inoltre, può essere impegnativo e dispendioso in termini di tempo per i terapeuti, che devono strutturare l’esposizione più adatta al singolo paziente. Ecco alcuni esempi di situazioni toccate dalla fobia sociale:

• Parlare in pubblico
• Essere al centro dell’attenzione
• Partecipare ad eventi in gruppo
• Fare acquisti nei negozi o locali di consumo
• Guardare negli occhi le persone
• Iniziare una conversazione o inserirsi in una già avviata
• Essere presentati ad altre persone; fare nuove amicizie
• Dare o difendere le proprie opinioni
• Essere soli vicino a gruppi di persone in atteggiamento colloquiale, …

La decisione di dedicarsi alle fobie sociali è stata presa in funzione della massima applicabilità considerando la percentuale di casistiche. Inoltre, questa scelta permette di intraprendere nuove strade nell’ambito della ricerca scientifica.

In collaborazione con il teatro Dimitri abbiamo realizzato delle scene che fanno parte del protocollo principale per il trattamento della fobia sociale. Le varie situazioni sono state pensate e realizzate sulla base della tecnica espositiva e allo scopo di esporre gradualmente il paziente alle situazioni sociali temute (da quella meno ansiogena a quella più ansiogena).

ESEMPIO:
1. Nella prima situazione gli stimoli ansiogeni sono molto limitati (locale vuoto)
2. Negli step successivi la persona è confrontata con l’aumento graduale degli stimoli ansiogeni (incremento del livello di interazione con altre persone)
3. Nell’ultima situazione la persona si trova ad interagire con altre persone, dovendo sostenere lo sguardo e gli scambi inter-personali, ulteriore fonte di stimoli stressogeni

Questo primo protocollo di intervento integra la possibilità di trattare più problematiche presenti nelle fobie sociali e tracciare i presupposti per sviluppare altri protocolli affini con la collaborazioni di università.

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